Oggi adoro questo posto.
E' fiorita la primavera e il buon tempo sembra abbia portato consiglio..
Il centro era pieno di gente, palloncini colorati, fiori, e le mura rosse della medina avevano un colore ancora più intenso sotto il sole di marzo.
Mi manca casa ma forse un pezzetto di me rimarrà anche qua.
:)
AVENUE SEBOU
lunedì 21 marzo 2011
venerdì 28 gennaio 2011
UN ALTRO MONDO
Ieri pomeriggio sono tornata della mia prima avventura, e che avventura!
Ero al nord, nella provincia di Chafchaouen, città Ouezzan, frazione Britcha, località Zerradoun.
Sono andata a visitare la cooperativa femminile del sale di Al- Wifak con due tecnici francesi e abbiamo alloggiato a casa della presidente della cooperativa.
Sembra davvero di essere nelle campagne di 50 anni fa: strade sterrate, no macchine, chi si deve muovere lo fa a piedi o al massimo con il mulo; i bambini portano gli animali al pascolo, le donne lavorano il sale e gli uomini la campagna ma senza trattori, i campi si arano ancora con l'aratro trainato da buoi o muli..
A parole sembra semplice...
Quando siamo arrivati a Ouezzan non avevamo idea di cosa ci aspettasse; l'aria era fresca e umida, buio. Stanchi dopo aver viaggiato 4 o 5 ore siamo stati accompagnati in questo piccolo villaggio che, a primo impatto, sembrava un agglomerato di ruderi. Najib ha parcheggiato la macchina in un piccolo spiazzo affianco ad una costruzione bianca e al buio abbiamo iniziato a camminare... al fondo di una lunga discesa tutta fango e sterco c'era una casa, bianca, piccolina, affianco ad una fontana in pietra.. Aysha e i suoi figli ci stavano aspettando, la cena era in caldo.
Erano le 22:00, i primi imbarazzi sono passati in fretta, ci siamo presentati, abbiamo cenato e dopo poco ci ha mostrato dove avremmo dormito. La mia stanza era piccolina carina, gelida ma non importava, avevo con me 2 maglie di lana....
Primo giorno, ci svegliamo.... il Bagno?.. a si, è la seconda porta a sinistra, nel cortile.
Non c'era acqua corrente così la mattina ci si lavava il più possibile con un secchio di acqua calda (da condividere con gli altri); abbiamo fatto colazione all'aperto e poi siamo parte verso la cooperativa... (che freddo!!). Arrivati un gruppo di 16 donne ci sta aspettando per presentarsi: "SALAM ALEIKUM".."UA LEIKUM SALAM".... e si parte con la prima riunione.
Finalmente, il secondo giorno, una bella giornata di sole ci ha permesso di visitare le saline. Siamo partiti a piedi verso le 10:30 dalla cooperativa, la strada era tanta, bisognava andare sull'altro versante della collina; verso le 11.30 siamo arrivati sul posto..
Dall'alto si vedevano tantissime vasche in pietra affianco alla sorgente, che paesaggio fantastico!
Ci hanno raccontato come lavorano oggi e come lavoravano in passato, come vengono ripartite le saline del diwan, chi le lavora. Ecco che esce il vero spirito di quel gruppo di donne; capiamo che una delle funzioni principali della cooperativa è quella di potersi riunire e stare insieme, cantare, confrontarsi..
Torniamo verso le 5 del pomeriggio, distrutti.
E' davvero un altro mondo, non c'è nulla, non possiedono nulla, per la maggior parte vivono ancora di baratto, i soldi servono solo quando si va al mercato ma anche lì si vende e si baratta il sale....
Mercoledì ha piovuto tutto il giorno, pensavo che il giorno seguente non saremmo riusciti a smuovere la macchina dal suo parcheggio per ritornare a Ouezzan e prendere il bus che ci avrebbe riportati a Rabat.
In realtà la pioggia ha reso la salita un po' più ispida ma pur sempre praticabile..
Aysha ci saluta con le lacrime agli occhi; ora andiamo via noi, nel fine settimana anche i figli più grandi torneranno a Tetouan per frequentare l'università e i più piccoli riprenderanno la scuola.. ritornerà anche lei alla vita di tutti i giorni..
La salutiamo e dopo averle promesso che saremmo tornati a trovarla, si può ripartire, con un po di dispiacere ma tanta voglia di fare una doccia!
Le cose semplici sono sempre le più belle.
Ero al nord, nella provincia di Chafchaouen, città Ouezzan, frazione Britcha, località Zerradoun.
Sono andata a visitare la cooperativa femminile del sale di Al- Wifak con due tecnici francesi e abbiamo alloggiato a casa della presidente della cooperativa.
Sembra davvero di essere nelle campagne di 50 anni fa: strade sterrate, no macchine, chi si deve muovere lo fa a piedi o al massimo con il mulo; i bambini portano gli animali al pascolo, le donne lavorano il sale e gli uomini la campagna ma senza trattori, i campi si arano ancora con l'aratro trainato da buoi o muli..
A parole sembra semplice...
Quando siamo arrivati a Ouezzan non avevamo idea di cosa ci aspettasse; l'aria era fresca e umida, buio. Stanchi dopo aver viaggiato 4 o 5 ore siamo stati accompagnati in questo piccolo villaggio che, a primo impatto, sembrava un agglomerato di ruderi. Najib ha parcheggiato la macchina in un piccolo spiazzo affianco ad una costruzione bianca e al buio abbiamo iniziato a camminare... al fondo di una lunga discesa tutta fango e sterco c'era una casa, bianca, piccolina, affianco ad una fontana in pietra.. Aysha e i suoi figli ci stavano aspettando, la cena era in caldo.
Erano le 22:00, i primi imbarazzi sono passati in fretta, ci siamo presentati, abbiamo cenato e dopo poco ci ha mostrato dove avremmo dormito. La mia stanza era piccolina carina, gelida ma non importava, avevo con me 2 maglie di lana....
Primo giorno, ci svegliamo.... il Bagno?.. a si, è la seconda porta a sinistra, nel cortile.
Non c'era acqua corrente così la mattina ci si lavava il più possibile con un secchio di acqua calda (da condividere con gli altri); abbiamo fatto colazione all'aperto e poi siamo parte verso la cooperativa... (che freddo!!). Arrivati un gruppo di 16 donne ci sta aspettando per presentarsi: "SALAM ALEIKUM".."UA LEIKUM SALAM".... e si parte con la prima riunione.
Finalmente, il secondo giorno, una bella giornata di sole ci ha permesso di visitare le saline. Siamo partiti a piedi verso le 10:30 dalla cooperativa, la strada era tanta, bisognava andare sull'altro versante della collina; verso le 11.30 siamo arrivati sul posto..
Dall'alto si vedevano tantissime vasche in pietra affianco alla sorgente, che paesaggio fantastico!
Ci hanno raccontato come lavorano oggi e come lavoravano in passato, come vengono ripartite le saline del diwan, chi le lavora. Ecco che esce il vero spirito di quel gruppo di donne; capiamo che una delle funzioni principali della cooperativa è quella di potersi riunire e stare insieme, cantare, confrontarsi..
Torniamo verso le 5 del pomeriggio, distrutti.
E' davvero un altro mondo, non c'è nulla, non possiedono nulla, per la maggior parte vivono ancora di baratto, i soldi servono solo quando si va al mercato ma anche lì si vende e si baratta il sale....
Mercoledì ha piovuto tutto il giorno, pensavo che il giorno seguente non saremmo riusciti a smuovere la macchina dal suo parcheggio per ritornare a Ouezzan e prendere il bus che ci avrebbe riportati a Rabat.
In realtà la pioggia ha reso la salita un po' più ispida ma pur sempre praticabile..
Aysha ci saluta con le lacrime agli occhi; ora andiamo via noi, nel fine settimana anche i figli più grandi torneranno a Tetouan per frequentare l'università e i più piccoli riprenderanno la scuola.. ritornerà anche lei alla vita di tutti i giorni..
La salutiamo e dopo averle promesso che saremmo tornati a trovarla, si può ripartire, con un po di dispiacere ma tanta voglia di fare una doccia!
Le cose semplici sono sempre le più belle.
giovedì 20 gennaio 2011
martedì 18 gennaio 2011
Eccomi qua!
Ciao!
Finalmente ho comprato una chiavetta internet e posso così raccontarvi qualcosa di questo mio viaggio.
Sono a Rabat da qualche giorno, mi sento ancora un po' sperduta ma col tempo andrò migliorando. Sono ospite di una coppia molto gentile e ospitale, nonché miei collaboratori, nel quartiere di Ryad, uno dei più belli, un po' lontani dal centro e dal rumore della città dove arriva comunque l'eco del canto del Muezin, puntuale come un orologio svizzero! ... affascinante...
Il primo impatto con la città è stato molto diverso da come me lo aspettavo, mi sembra di non essere ancora arrivata per la verità. Uscendo dalla stazione di Rabat Agdal sembra di essere in una città europea; la lingua prediletta è il francese e i taxisti sono molto più umani che non in altri paesi, non si svendono.
Nel fine settimana ho visto l'Oceano Atlantico, bello grande e azzurro.... l'ho salutato anche da parte vostra! Temara è una cittadina giusto fuori Rabat, in direzione Casa Blanca; i tavolini dei vari caffè sono messi sulla scogliera che è a strapiombo sul mare, le onde si infrangono contro i massi e se sei fortunato non ti bagni e osservi un panorama bellissimo.
Per ora vi lascio e non appena scarico le fotografie le aggiungo al Blog, così, giusto per rendervi un po' più partecipi!
Ciao a Tutti!!
Finalmente ho comprato una chiavetta internet e posso così raccontarvi qualcosa di questo mio viaggio.
Sono a Rabat da qualche giorno, mi sento ancora un po' sperduta ma col tempo andrò migliorando. Sono ospite di una coppia molto gentile e ospitale, nonché miei collaboratori, nel quartiere di Ryad, uno dei più belli, un po' lontani dal centro e dal rumore della città dove arriva comunque l'eco del canto del Muezin, puntuale come un orologio svizzero! ... affascinante...
Il primo impatto con la città è stato molto diverso da come me lo aspettavo, mi sembra di non essere ancora arrivata per la verità. Uscendo dalla stazione di Rabat Agdal sembra di essere in una città europea; la lingua prediletta è il francese e i taxisti sono molto più umani che non in altri paesi, non si svendono.
Nel fine settimana ho visto l'Oceano Atlantico, bello grande e azzurro.... l'ho salutato anche da parte vostra! Temara è una cittadina giusto fuori Rabat, in direzione Casa Blanca; i tavolini dei vari caffè sono messi sulla scogliera che è a strapiombo sul mare, le onde si infrangono contro i massi e se sei fortunato non ti bagni e osservi un panorama bellissimo.
Per ora vi lascio e non appena scarico le fotografie le aggiungo al Blog, così, giusto per rendervi un po' più partecipi!
Ciao a Tutti!!
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